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Okja è il nuovo film di Boon Joon-ho, regista del thriller fantascientifico Snowpiercer, uscito qualche settimana fa sul sito streaming Netflix.

Okja racconta la storia di Mija (Ahn Seo-hyun), una giovane ragazza proveniente dalla Corea, che intraprende una lotta all’ultimo sangue contro la multinazionale Mirando per evitare il rapimento del suo migliore amico, un enorme e introverso animale chiamato Okja.

Detta in questo modo la trama non risulta molto accattivante. Neanche a me sinceramente. Mi sono fidato dell’uomo che c’è dietro tutto questo progetto, Boon Joon-ho che è riuscito a farmi innamorare del suo modo di fare con Snowpiercer.

Joon-ho non è nuovo ai Monster Movie. Nel 2006 ha girato The Host, un film ambientato nella Corea del Sud dove in un misterioso laboratorio è stato ordinato di scaricare nel lavandino il contenuto di 200 bottiglie di Formaldeide. Anni dopo alcuni passanti sono incuriositi da uno strano animale anfibio che si aggira all’interno di un fiume.

Il film presenta un cast non di poco conto. Con Jake Gyllenhaal nei panni di uno strano e ambiguo ambientalista, Tilda Swinton come Lucy e Nancy Mirando, capi della multinazionale e Paul Dano messo a capo della ALF (Animalisti Senza Frontiere), Okja è un cocktail eccezionale tra risate, lacrime e azione. Nel cast ci sono anche Giancarlo Esposito, Steven Yeun, Lily Collins, Devon Bostick e Daniel Henshall.

L’animale Okja è stato realizzato completamente in computer grafica. Il risultato è magnifico. Una delle migliori realizzazioni che si possano mai vedere in un film, riuscendo ad incorporarsi in modo perfetto sia all’interno delle ambientazioni molto aperte contadine, sia in città molto piccole non risultando mai “finto”.

L’argomento cardine della storia è sicuramente la forte critica che viene fatta al capitalismo e alla produzione di prodotti OGM (Organismi Geneticamente Modificati), ora più che mai tema molto scottante sia tra i più puri animalisti che tra l’opinione pubblica, schifata dall’utilizzo di animali modificati per la produzione di beni alimentari.

Infatti lo stesso regista maschera col nome di Mirando una società esistente che si occupa della produzione di biotecnologie, la Monsanto, che ha ricevuto forti critiche per la sua produzione di piante transgeniche e del Posilac, un ormone sintetico per l’allevamento che provoca danni irreversibili sia agli animali che ne fanno uso, sia di conseguenza anche all’uomo che li mangia.

Altro punto su cui soffermarsi è senza ombra di dubbio, il rapporto che si è creato tra Mija e Okja, un rapporto puro che va al di là della semplice relazione padrone-animale, che riesce a far scappare una risata allo spettatore e al contempo commuovere durante le scene più forti del film.

Se mi dovessero chiedere a primo impatto quale potrebbe essere un film candidato agli Oscar del 2018, io direi quasi istintivamente Okja.

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Okja
8Overall Score
Regia8.3
Fotografia8
Sceneggiatura7.7