Secondo voi un film che guadagna milioni e milioni di dollari è per forza un film bello?

La risposta elementare sarebbe no, ma purtroppo più vado al cinema più mi rendo conto che le sale si riempiono di pedine manovrate da pubblicità accattivanti e che non sanno minimamente cosa vanno a vedere.

Questo, come avrete già capito dal titolo, riguarda IT che, prima ancora della sua uscita, ha creato un fenomeno mondiale.

Il film, diretto da Andrés Muschietti, è un reboot della famosissima e inquietante storia tratta dal romanzo di Stephen King, considerato ad oggi uno dei maggiori esponenti, se non re dell’horror contemporaneo.

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Fermiamoci un attimo proprio su di lui. King alle spalle ha più di 200 romanzi e milioni di fan che comprano i suoi libri ogni giorno.

Questo particolare alle case cinematografiche non è mai scappato e nel corso degli ultimi 30 anni hanno cercato di riadattare alcuni dei suoi romanzi più famosi sul grande schermo, ma con scarso risultato.

I pochi film che si possono salvare sono Shining di Stanley Kubrick, Il Miglio Verde, Carrie di Brian De Palma e Stand By Me, il resto è da dimenticare.

Recentemente hanno anche proposto un riadattamento della saga della Torre Nera con protagonisti Matthew McCounaghey e Idris Elba.

Tornando ad IT la storia la conosciamo più o meno tutti, anche chi non ha effettivamente letto il romanzo.

George Denbrough scompare misteriosamente l’ottobre del 1988 mentre giocava con la sua barchetta di carta, finita purtroppo all’interno di un tombino.

Qui fa la sua comparsa il pagliaccio Pennywise, interpretato da Bill Skarsgard, che pone fine alla sua breve vita.

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IT è un muta-forma, è un essere affamato di bambini, che si ripresenta ciclicamente ogni 27 anni per compiere la sua razzia. Si insinua nelle tue paure più profonde e le amplifica. Almeno nel libro.

Nel film non succede nulla di tutto questo. La sala invece che spaventarsi rideva, volete sapere il perché?

Per colpa di Richie, interpretato da Finn Wolfhard, meglio conosciuto come il Mike di Stranger Things, che era la spalla comica del film.

Anche nel romanzo Richie aveva il ruolo del giullare ma le cose erano ben diverse. Le sue battute erano si fatte per strappare una risata ma il contesto non era lo stesso del film.

Quelle risate erano quasi angoscianti, spaventose. Nel film questo non traspare, anzi, tutti ridevano come se fosse il nuovo cinepanettone di De Sica.

So che state pensando la solita frase:”Eh ma un film horror non deve per forza spaventare”, su questo sono d’accordo anche io, ma non deve neanche far ridere.

IT non è una commedia o un film di intrattenimento. IT è pura paura.

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Ma la colpa di tutto questo non è del pubblico o della cattiva pubblicità, la colpa è di chi ha prodotto il film che non è stato in grado di gestire un’opera imponente come quella di IT e l’ha ridicolizzata davanti a tutto il mondo.

Sui più grandi siti di cinema mondiali si può leggere che il film ha riscosso un successo enorme, nonché la medaglietta per essere il film horror che ha incassato di più al mondo, superando addirittura L’Esorcista. Ma la verità è che questa cosa non mi spaventa affatto.

Milioni di italiani ogni anno vanno in sala per guardarsi il nuovo cinepanettone e ancora non hanno capito che è lo scarto della peggior commedia in commercio, quindi perché dovrebbe spaventarmi il fatto che un film horror da quattro soldi sia quello che ha incassato di più al mondo?

La gente deve essere rieducata, sennò di questo passo i film che meritano davvero andranno sempre più a scomparire per lasciar spazio alla spazzatura.

Ma la cosa preoccupante è che a quanto pare la spazzatura piace..e anche parecchio.

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IT
5.1Punteggio Finale
Regia6.5
Storia4
Sceneggiatura4.7
Personaggi4.5
Fotografia6
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