Adattamento dell’omonimo manga di Masamune Shirow, Ghost In The Shell è un film del 2017 diretto da Rupert Sanders.

Con Scarlett Johansson, Pilou Asbaek, Juliette Binoche e Micheal Pitt, Ghost In The Shell racconta le gesta del maggiore Mira (Johansson), capo della Sezione 9, un organizzazione di antiterrorismo cibernetico gestita dalla Hanka Robotics. Vittima di un terribile incidente, Mira è stata la cavia di un rischiosissimo progetto che ha visto il trasferimento del suo cervello in un corpo completamente robotizzato, trasformando la giovane ragazza in un super soldato cibernetico.

Circa 10 anni fa la Dreamworks e Steven Spielberg acquistarono i diritti cinematografici per realizzare un film live-action del manga Ghost in The Shell di Shirow. Ma nel 2014 le redini vennero passate a Rupert Sanders che avrebbe poi diretto il film sotto la sceneggiatura di William Wheeler. Inoltre, nello stesso anno, venne proposto a Margot Robbie il ruolo da protagonista, ma preferì concentrarsi maggiormente su Harley Quinn di Suicide Squad. Così il ruolo passò a Scarlett Johansson che venne confermata definitivamente nel ruolo da protagonista.

Ghost In The Shell è un film che si ramifica su due livelli: Da una parte c’è il maggiore Mira che da la caccia a Kuze (Pitt), un super criminale a capo di attacchi cyber-terroristici, mentre dall’altra è alla ricerca della sua vera identità, del suo passato, diventato sempre più offuscato dopo l’incidente.

Ghost In The Shell è un film godibile che riesce a fare ciò per cui è stato realizzato: divertire. Anche se, se poi andiamo a guardare in modo approfondito, di difetti ce ne sono. I personaggi sono molto piatti e lasciano veramente poco allo spettatore. La stessa Mira che intraprende questo suo cammino alla ricerca del proprio passato è poco introspettiva. Ovviamente le premesse del film erano quelle, non mi sarei mai aspettato uno studio dei personaggi come nei più grandi capolavori, però un qualcosa in più avrebbe reso sicuramente la visione migliore, rendendo anche più facile immedesimarsi in quello che stava succedendo.

Non avendo mai letto il manga non posso effettivamente sapere se il film è fedele oppure no all’opera di Masamune Shirow, però a mio avviso quando si va in sala a guardare una pellicola adattamento di un libro, fumetto, manga o quel che sia, deve essere godibile e farsi capire anche senza aver letto precedentemente le opere letterarie. È come se io ogni volta che andassi al cinema a vedere un film della Marvel, dovessi recuperare tutti i fumetti, o almeno quelli in cui viene trattata la storia, per capire bene il film e il suo significato. Se il film per me non è fruibile o non mi è piaciuto, rimane tale. Ma Ghost In The Shell, fortunatamente, non è tra questi.

La scelta di Scarlett Johansson ha ricevuto molte critiche, dal momento che il personaggio del manga originale era di etnia asiatica. ScreenCrush riportò che la Paramount aveva effettuato dei test in computer grafica per modificare l’aspetto dell’attrice in modo da renderla più asiatica, poi smentiti. Ma i giapponesi e la Kodansha, azienda che detiene i diritti del manga, affermarono che Scarlett Johansson era stata una buona scelta perché di per sé ha già un’aria cyberpunk.

Se siete alla ricerca di un film di poche pretese, leggero, ma che comunque riesce a farvi passare quasi due ore senza annoiarvi troppo,  Ghost In The Shell è il film che fa per voi.

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Ghost In The Shell
6.8Overall Score
Regia7
Fotografia7
Sceneggiatura6.5
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