Get Out è il film di debutto del regista Jordan Peele, che riesce a dare qualcosina in più ad un genere ormai vecchio e con ben poco ancora da offrire.

La storia di concentra sul fotografo nero Chris Washington, interpretato da Daniel Kaluuya, che va a passare il fine settimana a casa dei genitori della sua fidanzata, Rose Armitage qui interpretata da Allison Williams. La famiglia di Rose è composta dal padre Dean (Bradley Whitford), un neurochirurgo, sua madre Missy (Catherine Keener), ipnoterapista e suo fratello Jeremy (Caleb Andry Jones).

Il film viene descritto nei maggior siti di informazione come un thriller-horror, cosa che effettivamente è. Get Out non si prefigge lo scopo di spaventare a morte lo spettatore, bensì di farlo catapultare ed immedesimare nelle vicende che colpiscono i protagonisti. Lo schema di questo Get Out mi ha ricordato molto i vecchi film horror degli anni 80, una trama semplice senza pochi fronzoli che però funziona appieno.

L’intento di Peele è quello di trattare un tema affrontato ben poco dal genere horror, ossia il razzismo. Ma viene trattato in un modo del tutto nuovo senza appesantire il pubblico con le solite tematiche pesanti che possono stufare alla lunga.

In Get Out la paura c’è e si sente. Come ogni horror che si rispetti la paura è un sentimento che cresce piano piano dando prima spazio all’ansia e poi all’inquietudine. È un mix tra le due. Se voi volete vedere un film spaventoso dove ci sono mostri, sangue e budella, avete sbagliato film. Get Out cerca di risvegliare quella paura naturale che nasce da dentro, che però è lentamente andata a scomparire con gli ultimi film horror di serie B, dove la paura viene indotta da un volume sparato a mille e salti sulla poltrona.

Molto spesso si sente dire in giro che gli attori che recitano all’interno di un film horror, sono attori che non hanno un gran potenziale o una grande espressività e quindi vengono relegati secondo loro ad un genere dove “non c’è bisogno di essere attori”. In Get Out l’interpretazione genera almeno il 70 % dell’inquietudine che può creare il film. Uno sguardo, un finto sorriso, un battito di ciglia. La paura ti assale.

Ovviamente quando bisogna fare una recensione non bisogna parlare solo dei pregi di un film. Get Out a mio avviso ha solo un difetto, ma non è piccolissimo.

La prima ora del film è veramente godibile, con picchi di tensione e una narrazione scorrevole. Ma la seconda parte soffre di buchi di sceneggiatura abbastanza grandi che non rovinano il film, ma fanno storcere un po’ il naso. Non vengono spiegate determinate azioni e questo, a mio parere, allungando la pellicola a 2 ore piene (dura circa un ora e 45) poteva essere evitato.

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Get Out
7.3Overall Score
Regia7.5
Fotografia8
Sceneggiatura6.5
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