Dunkirk è un film del 2017 diretto da Christopher Nolan, che ritorna a dirigere un film dopo l’epopea fisica e mentale di Interstellar.

Dunkirk di Christopher Nolan

Dunkirk racconta la storia vera dell’evacuazione alleata avvenuta nel porto francese di Dunkerque durante la prima offensiva tedesca nel 1940.

Christopher Nolan ha dedicato più di venticinque anni per la realizzazione del film, decidendo poi di raccontare la vicenda con pochi dialoghi e da tre punti di vista differenti: la terra, l’aria e il mare, tutti inseriti in tre archi temporali diversi. Il primo dura circa una settimana, il secondo un’ora e il terzo un giorno.

Ormai abituati a certi standard è ormai opinione comune che questo Dunkirk risulta un po’ sottotono, forse perché la trama risultava poco accattivante, o forse perché non ci aspettavamo questo tipo di film da parte di Christopher Nolan, re dei grattacapi.

Rispetto alle altre pellicole del regista londinese, Dunkirk è molto più lineare e atipico. Essendo la trama spalmata su tre archi temporali diversi, con personaggi differenti, risulta difficile avvicinarsi emotivamente e quelle scene che risultano toccanti non sono dovute a delle scelte dei protagonisti ma al semplice racconto della guerra.

Siccome il film per la maggior parte del tempo non contiene dialoghi, lo spettatore è costretto a concentrarsi inevitabilmente sulle immagini che scorrono sullo schermo, lasciandolo decisamente a bocca aperta. Tralasciando il comparto dei personaggi, la guerra, intesa come tale, è raccontata come dio comanda e Nolan non lascia nulla al caso.

Dunkirk di Christopher Nolan (2)

Le immagini cruenti sono accompagnate da una fotografia nuda e sporca e la cavalcante colonna sonora, scritta da Hans Zimmer, riesce a creare quello stato di ansia a cui il regista mirava profondamente. Nolan inviò al direttore della colonna sonora un ticchettio di orologio da cui cominciò a comporre le musiche. Lo stato ansiogeno è dovuto anche al fatto che il film è più corto del solito e quindi il tutto risulta molto concentrato, cosa non per forza penalizzante.

Per aumentare il realismo del film, Nolan usò in larga parte effetti speciali pratici e utilizzò imbarcazioni e aeroplani risalenti proprio all’evacuazione di Dunkerque.

Ovviamente Dunkirk non è un film brutto, ma se andiamo a ritroso nella filmografia del regista è indubbiamente uno dei più deboli. Ma è anche giusto pensare che un film di guerra non poteva essere raccontato nel solito stile di Christopher Nolan (ad esempio come Interstellar) in quanto sarebbe risultato troppo ambizioso e poco d’impatto.

Un film raccontato bene che poteva essere raccontato meglio.

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Dunkirk
7.1Punteggio Finale
Regia7.5
Fotografia7.7
Sceneggiatura6.8
Personaggi6.8
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